Abbiamo preso le capsule e le cialde dei marchi più famosi e le abbiamo sciolte in acqua calda... e quello che è successo è stato scioccante.
Un esperimento da due minuti, fatto nella nostra torrefazione. Un bicchiere, dell'acqua bollente, una capsula comprata al supermercato. E una domanda che quasi nessuno si fa: cosa c'è dentro quello che bevi ogni mattina?
Abbiamo preso le capsule delle marche più famose d'Italia... e le abbiamo sciolte in un bicchiere d'acqua calda.
Volevamo vedere con i nostri occhi cosa finisce, ogni mattina, nella tazzina di milioni di persone.
Quello che è rimasto sul fondo ci ha tolto la voglia di berne un altro.
Ti spieghiamo cosa abbiamo fatto, esattamente.
Abbiamo aperto la capsula.
Abbiamo versato la polvere in un bicchiere di acqua bollente, per simulare quello che succede quando la infili nella macchinetta.
E abbiamo guardato.
L'acqua è diventata torbida.
Si sono formati dei grumi che galleggiavano.
E non è salito su nessun profumo... quello che riempie la cucina al bar sotto casa.
Niente.
Pensaci un attimo.
Se dentro ci fosse buon caffè macinato fresco, l'acqua si colorerebbe pulita e la stanza si riempirebbe di aroma.
Invece è venuto fuori quello.
E lì ci siamo fatti la domanda che forse non ti sei mai fatto nemmeno tu.
Ma cosa c'è, dentro quella capsula che paghi 40, 50, a volte 60 centesimi l'una?
Non è "vero caffè". È un'altra cosa.
Vedi, il problema non è che il caffè in capsula "costa poco".
È l'esatto contrario: lo paghi tantissimo.
Facciamo il conto insieme, un attimo, che fa impressione.
Una capsula la paghi in media come 46 euro al chilo. Il caffè macinato buono sta sotto i dieci euro al chilo. Quattro, cinque volte il prezzo. E la materia prima, a loro, costa pochi centesimi.
E la differenza non finisce nella tua tazzina.
Finisce nell'alluminio.
Nella pubblicità.
E nella faccia dell'attore famoso, stampata sulla scatola lucida.
Tu paghi quello.
Il caffè, dentro, è quasi un dettaglio.
Ecco perché nell'acqua è venuto fuori quel risultato.
Perché in tante capsule di marchi noti, di quel caffè selezionato che immagini, ce n'è poco.
Al suo posto, spesso, una miscela industriale che nell'acqua sembra tutto tranne caffè appena macinato... grumi, fondo torbido, e quegli aromi aggiunti apposta per ricreare l'odore del buon caffè.
E la parte che ci ha fatto arrabbiare di più?
Che a loro produrla costa pochi centesimi.
A te la rivendono a peso d'oro.
E qui arriva la parte che quasi nessuno conosce.
Fin qui potresti pensare: "vabbè, sarà roba scadente, ma in fondo è pur sempre caffè".
E invece no.
Perché quando siamo andati a leggere le inchieste serie, quelle fatte dai giornalisti e non da chi vende caffè, ci è caduta la tazzina.
La rivista tedesca Öko-Test ha analizzato 21 marche diverse di cialde e capsule.
In diverse hanno trovato tracce di pesticidi e acrilammide.
Un test di Altroconsumo ha rilevato, in alcune capsule di marchi famosi, l'ocratossina A (una micotossina prodotta dalle muffe) e di nuovo l'acrilammide, la sostanza che l'Organizzazione Mondiale della Sanità classifica come probabile cancerogeno.
E un'inchiesta di Report, su Rai 3, ha misurato la presenza di metalli come alluminio, bario, ferro, manganese, rame e zinco nel caffè preparato con le capsule.
Ora, per onestà: quasi sempre queste tracce sono sotto le soglie di legge.
Nessuno ti sta dicendo che una capsula ti fa male oggi.
Ma la domanda è un'altra.
Perché dovrei ingerire ogni mattina, per anni, roba del genere... quando esiste il caffè fatto come si deve, e costa pure meno?
No?
E se ti stai chiedendo "ma com'è possibile che sia tutto legale?"...
la risposta è che lo è davvero.
Lo permette il Regolamento Europeo n. 1334 del 16 dicembre 2008, quello che regola gli aromi negli alimenti.
Non è un cavillo nascosto.
È lì, alla luce del sole.
E più di 30 milioni di italiani, ogni mattina, iniziano la giornata con questo... convinti di bere un caffè pregiato solo perché sull'etichetta c'è scritto "100% arabica" o "tostatura lenta".
Ma allora il caffè vero, quello buono, dove si compra?
Qui ti dobbiamo raccontare una cosa.
Perché noi tutto questo non l'abbiamo scoperto da giornalisti.
L'abbiamo scoperto facendo il caffè.
Siamo una piccola torrefazione di famiglia, sulle colline in provincia di Arezzo.
Si chiama D'Aprile.
L'ha aperta Federico D'Aprile nel 1962, e da allora tosta caffè su queste stesse colline.
Per oltre sessant'anni abbiamo fatto una cosa sola: selezionare i chicchi migliori, tostarli con calma col metodo di una volta, e portarli ai bar e ai ristoranti buoni della zona.
Quelli dove il caffè, quando lo bevi, dici "ah, ecco".
Poi un giorno è successa una cosa.
Chi oggi porta avanti il lavoro di Federico aveva l'abitudine di portare un sacchetto dei suoi chicchi a un caro amico.
E un giorno l'amico, dopo averlo assaggiato, gli fa:
«Ma che stiamo bevendo noi italiani da anni? Questo sì che è caffè. È un'altra cosa. Sei quasi egoista a tenerlo solo per i tuoi clienti.»
All'inizio gli è scappato un sorriso.
Poi, a pensarci, gli è ribollito il sangue.
Perché aveva ragione.
Noi italiani, che il caffè l'abbiamo inventato, ci siamo fatti convincere a bere polvere aromatizzata a peso d'oro.
E le famiglie... quelle che la mattina vogliono solo una tazzina buona a casa loro... si meritano di meglio.
È lì che è nata una specie di missione.
Il caffè dei bar toscani. A casa tua. A metà prezzo.
La buona notizia è questa.
Abbiamo preso lo stesso identico caffè che serviamo nei bar e nei ristoranti...
e l'abbiamo messo in capsule e cialde compatibili con le macchinette più diffuse.
Quelle che hai già in cucina.
E lo spediamo diretto a casa tua.
Ecco perché possiamo farlo costare meno della capsula di marca, senza toccare la qualità.
Vedi, la capsula del colosso, prima di arrivare a te, resta ferma mesi tra magazzino e scaffale.
Il caffè, dopo la tostatura, è vivo per poche settimane: passato quel tempo perde aroma e oli.
Quindi quello che bevi è già "morto" da un pezzo.
Noi invece tostiamo in piccoli lotti, e spediamo fresco.
Niente magazzino gigante.
Niente margine della multinazionale.
Niente faccia dell'attore da pagare.
Solo caffè, tostato come una volta, che arriva a casa tua ancora vivo.
Immagina la scena.
Apri la confezione, e il profumo ti riempie la cucina prima ancora di accendere la macchinetta.
La prima tazzina ha la crema densa, quella di una volta.
E la domenica, quando arrivano gli ospiti e lo servi, ti chiedono: «ma dove l'hai preso?».
Per una volta, l'intenditore sei tu.
Provalo senza rischio.
Sappiamo cosa stai pensando.
«Comprare caffè online? E se mi arriva roba vecchia, o è una fregatura?»
È una domanda giusta.
Ed è proprio per questo che noi ci mettiamo la faccia, il nome e la storia.
Non siamo un sito anonimo.
E facciamo di più.
Assaggialo.
Se non è il miglior caffè che hai fatto a casa, ti ridiamo tutto.
Il rischio è nostro, non tuo.
C'è solo una cosa che devi sapere.
Siamo una piccola torrefazione di famiglia.
Non abbiamo magazzini grandi come campi da calcio.
Poche.
E quando finiscono, finiscono davvero.
E c'è un'altra cosa a cui teniamo.
Ogni pacco lo prepariamo e lo spediamo a mano, uno per uno.
Niente nastro trasportatore, niente colosso della logistica.
C'è la nostra scatola, con il nostro nome sopra, chiusa con cura.
Finché durano le scorte, la spedizione la paghiamo noi.
Quindi se il caffè lo ami davvero, e sei arrivato a leggere fin qui, un motivo c'è.
Scegli il tuo formato e assicurati la tua scorta finché c'è.
Fresco di tostatura, spedito a casa in 3-5 giorni. La spedizione la paghiamo noi.
Ti mostriamo il caffè dei bar toscani...
e quanto ne fai diventare parte delle tue mattine, dipende solo da te.
La prossima tazzina scegli tu quale sarà.
Torrefazione artigianale a conduzione familiare sulle colline aretine. Tosta caffè in piccoli lotti dal 1962 e rifornisce bar e ristoranti della Toscana.